sono rimasto l'ultimo su questa terra a meravigliarsi della sconfitta perpetua dei buoni.
Parafraso Totò e dico
vabbè che ognuno ha l'etica che si merita... ma qui si esagera!
alla fine di una giornata piena i pensieri non hanno lo spazio sufficiente per diventare profondi. I ritmi serrati della vita di un quasi trent'enne stringono il cervello come le fascie sui piedini delle bambine cinesi.
Mi piacerebbero gli spazi larghi del calcio sudamericano, ma quanti tackle del Giacomo Tedesco di turno dovrò saltare prima di poter fare un bel passaggio filtrante?
E poi a queste velocità non sono ancora riuscito a capire se ho la classe di Riquelme (difficile) o se sono un centrocampistello capace solo di qualche golletto nelle partite piovose del campionato di clausura (facile).
Certo è che Diego era il più forte con ogni tipo di ritmo.
ho preso l'ispirazione altrove stamattina e questa filastrocca me la dedico volentieri.

To those who knew him
-his friends-
we called him Roy.
To others he was known
as that horrible Toxic Boy.
He loved ammonia and asbestos,
and lots of cigarette smoke.
What he breathed in for air
would make other people choke!
His very favorite toy
was a can of aerosol spray;
he'd sit quietly and shake it,
and spray it all the day.
He'd stand inside the garage
in the early-morning frost,
waiting for the car to start
and fill him with exhaust.
The one and only time
I ever saw Toxic Boy cry
was when some sodium chloride
got into his eye.
One day for fresh air
they put him in the garden.
His face went deathly pale
and his body began to harden.
The final gasp of his short life
was sickly with despair.
Whoever thought that you could die
from breathing outdoor air?
As Roy's soul left his body
we all said a silent prayer.
It drifted up to heaven
and left a hole in the ozone layer.
oggi sto delirando... sarà che mi sono messo a dieta e passo le mie pause pranzo (ultimi baluardi della mia vita sociale Monday to Friday) chiuso a chiave nel mio studio a scaricare il rancore accumulato in mattinata su un indifeso panino mozzarella e pomodoro.
Sarà che ho un esame di inglese che sto decisamente sopravvalutando. Non capisco come dopo tutto questo tempo non sia ancora riuscito a superare la mia congenita ansia da prestazione.
Sarà che sto iniziando a meditare che sia giusto che i cinesi e gli indiani ci rompano il sedere perchè in fondo sono persone migliori di noi. La nostra arte di arrangiarsi è stucchevole e antipatica quasi quanto le lezioncine di etica professionale fatte dai dirigenti coll'audi aziendale.
Mi meraviglio sempre della quantità dei miei guilty pleasures.
Purtroppo sono cresciuto in un mondo in cui l'enstusiasmo non è molto apprezzato e perciò ho deciso di coltivare alcune passioni di nascosto, laddove nessuno può vedermi compiaciuto, ad esempio, per il cinema intimista di Francesca Archibugi o per la musica di certi cantautori.
Forse l'aver ricevuto un educazione quasi femminile ha contribuito alla creazione di questi topoi oltre che ad una certa femminilità che mi contraddistingue nei gusti.
E se è il più spregevole parassita che vegeta nel tuo microcosmo a dirti (sinceramente?) quello che le tue orecchie vogliono sentirsi dire già da qualche settimana?
Riflettiamo...
A volte in queste ore della prima serata tardo primaverile viene facile sbracarsi sulla poltrona, ascoltare i Coldplay e fare bilanci; comunque la frequenza con cui mi soprendo a fare bilanci alla mia età mi fa pensare che quando diventerò vecchio sarò davvero insopportabile.
Pur avendo vissuto giorno per giorno ho fatto quasi sempre scelte sagge; tuttavia non so se la mia felicità dipenda dalla mia soglia di gradimento (bassa per natura) o dalla mia capacità di costruirmi una vita su misura.
Il giorno che dovrò affrontare problemi veri smetterò di farmi sti pipponi.
a dire il vero il mondo ce la sta mettendo tutta per farmi diventare un uomo. Sì proprio tutta... il lavoro, i legami, le battaglie, le responsabilità, le pressioni.
Ed io mi comporto come una quatordicenne ad una festa da ballo; sempre lusingato dagli inviti a volte ballo e a volte mi nego. Per quanto cerchi di mostrarmi forte non lo so se la mia testa è sempre alta davanti alle mie paure; mi sembrano troppo grandi e troppo sicuri gli altri e la mia fragilità non avrà mai una corazza abbastanza spessa dietro cui difendersi.
Magari a questo servono cattiveria e superficialità.. come armi per difendersi dagli attacchi incalzanti del mondo. Mi piace pensare, però, che diventerò uomo con la faccia segnata dallo stesso sorriso sfrontato che ho adesso.
Ritrovarsi a quasi trent'anni a fare analisi numeriche sulle statistiche riguardanti il principe Giuseppe Giannini è allo stesso tempo deprimente e gratificante. Da uomo di scienza però non posso che essere fiero di aver fatto valere (per carità, senza convincere nessuno) la sacralità del numero anche nelle scienze inesatte.
Pitagora sindaco!