.. confuso tra i sibili sordi degli ingranaggi che mi ruotano attorno mi smarco sulle punte dei piedi; e mentre alzo il mento butto gli occhi più in là, sopra le nubi, cercando la forza di sorridere ...se m'impegno davvero mi rendo sempre conto che è così vicina che riesco a toccarla.
poco propenso per mia natura ai facili edonismi ho passato metà della mia vita in attesa. attendere cosa?
probabilmente un uomo in calzini che a petto nudo sfida il rumore del vento urlando: "C'MON BABY DO THE LOCOMOTION!!!"
In un pertugio piuttosto angusto di qualche gioco della tua infanzia è certamente nascosta la spiegazione della tua brama di sapere le cose.
Una corrente così impetuosa che ti accende lo sguardo e ti porta dove non vuoi; quegli occhi blu fieri, però, ancora non hanno ancora realizzato quanto la tu femminea curiosità stia ridando luce e vento alle tue ossa quadrate.
Ti dovrei delle scuse per i sibili storti del mio fiatone, ma, a volte, il peso del pavimento tarpa i miei passi spezzando il fiato che da spazio ad ogni battito.
ma tu, come sempre, mi offri la mano e in mezz'ora le nostre orme lasciano il piombo per dedicarsi di nuovo al vapore..

You had to sneak into my room
'just' to read my diary
"It was just to see, just to see"
(All the things you knew I'd written about you...)
Oh, so many illustrations
Dopo ognuno dei miei rigurgiti resto sempre vuoto a chiedermi dove finiscano le necessità dell' orgoglio ed inizino le stitichezze della presunzione. sul pavimento ,però, sono preda di una sagace fissazione che mi intima di aprire le finestre e sostituire le pareti insonorizzate con una bella carta da parati a fiori.
Per un volta mi fido di me, tenendo conto che sarà sempre e solo una risata a metterli sotto terra.
percorrere a ritroso le strade battute, ecco l'ingrediente più amaro di ogni mio silenzio. soltanto quando la realtà macchia ben bene il mio tempo non cado in questi meschini tranelli che occultano dietro ai non posso ogni grano di zucchero.
non amo affrontare la pioggia da sotto ad un ombrello, schivando ogni goccia che cade con salti da gatto, stretto tra la paura di bagnarmi il vestito e l'ansia che mi si rovini la piega. Non amo nemmeno chi abbassa l'ombrello e si bagna proprio per avere quel successo che non si nega mai ad una testa bagnata.
Voglio che l'acqua mi batta sulla faccia mentre medito che anche il cielo ha le sue ragioni per piangere.
Non sono quasi mai bravo a contenere le parole che dal cervello mi cascano in bocca e dalla bocca rimbalzano fuori; e quest'incontinenza è madre di distanze, apre ferite, scava fossati.
Fatti di vetro, dobbiamo imparare a toccarci con la premura di non ridurci in frantumi.
Al di là di tutto ciò che con sudore abbiamo costruito, al di là di tutto ciò che a cuore gonfio costruiremo, per queste ore voglio svuotarmi.... e rimanere ebbro dell'intreccio di queste venti dita che per il resto del tempo si addossano il mondo.