A volte riguardo la perniciosa discrezione che mi ha impedito di interferire col tuo volo. Invece di limitarmi ad un educatissimo ascolto in punta di dita avrei dovuto schiacciarti la faccia sulla realtà fino a deformarla. Lasciando a terra l'obiettività di ogni velo, un vero aiuto avrebbe sbrodolato a mignoli alzati ogni tuo limite perchè ti potessi rialzare davvero.
Vederti arrivato comunque a casa estrae con cura ogni rimpianto dalla mia coscienza...
... sono poche quelle virgole che ti separano dall'essere braccia, fegato, narici. dormi ancora e non accorgerti dell'impazienza burrosa con cui le cerco, parente stretta della fame e della sete.
Quell'imbarazzo, su cui a volte ancora dondolo, rende evidente la necessità di qualche infinitesima limatura.
invidio ogni grammo della tua passione obesa e mi chiedo come possa portarla addosso con tanta leggera disinvoltura, nemmeno fosse un ciondolino. continua, ti prego, la tua guerra contro la distrazione del mondo... arriveranno i rinforzi.
riuscirò ad innamorarmi tanto di quello che faccio?
... approfitto del tempo per seguire i percorsi delle ferite aperte dallo scorrere di ogni tua lacrima e mentre cerco di orientarmi sul tuo viso morbido mi arrabbatto a disegnare una mappa. dal districarsi delle tue cicatrici imparerò come farti passare indenne sotto queste tempeste;cercherò limitare i danni della fugacità del tuo sorriso, questo dono impagabile che divido col mondo.
Ci digeriscono i nostri padri dopo averci trasformato in bolo con qualche rapido colpo di denti.
Dopo averci regalato un mondo all'indietro in cui ci è negata ogni speranza vittoria ci hanno consegnato ai loro boia giusto per qualche spicciolo di gloria. Assicuratisi che i nostri cuori fossero imprigionati in qualche scatola di pastelli hanno dato un rapido inizio al loro banchetto per non lasciarci nemmeno le briciole.
Ci digeriscono i nostri padri, ma mi auguro una trasformazione in diarrea.
(...chiesi a mio nonno: "è solo un sogno?", mio nonno disse: "si"...)
... e ora sarai costretto a svestire i tuoi gesti di ogni importanza... poco male. quell'aria austera non ti donava molto e la riscoperta del tuo lato elegiaco ti garantirà almeno quel pizzico di equilibrio che non farà vacillare i tuoi piedi ad ogni colpo di vento.
... se dovessi trovarmi costretto ad indicare quel filo che una volta tirato dipana la matassa, sarei proprio imbarazzato a dovergli trovare un nome. sono certo, però, che è la stessa voglia molesta che spinge lo sguardo fuori dalla finestra, specialmente se piove. Ci consuma, a volte, la voglia di altrove.
credevi che la tempesta potesse esere affrontata a fronte aperta con un ghigno che ti viola la faccia e gli occhi di chi è sempre in credito... ora, schiena a terra, cerca di trovare l'umore per ripassare ogni riga di quella lezione che non hai ancora imparato.
Testa in avanti, occhi bassi, gambe larghe e spalle salde... le chance di non cadere si giocano tutte qui...
un'altra catena in cui il caro simone mi ha trascinato. La catena, manco a dirlo, morirà con me....
Dire: vorrei certamente dire più cose; vorrei comunicare alle persone che incontro il segno che mi hanno lasciato. Perchè anche da una conversazione di 10 minuti si può conservare un bagaglio ricchissimo di umanità e di sentire comune.
Fare: più che cosa vorrei fare dovrei scrivere cosa vorrei aver fatto... ma qui si va sul personale... lasciamo stare...
Baciare: questa "voce" cade proprio a fagiolo perchè qualche giorno fa ho promesso (via TV) un bacio in bocca a Rodrigo "Caio" Taddei. Nonostante non sia un adone se lo merita alla grande! Per il resto i baci alla mia Letizia non sono mai abbastanza...
Lettera: ne dovrei scrivere molte (vedi dire), ma ho iparato a sfogarmi qui. Purtroppo non sempre i destinatari leggono o hanno le orecchie per intendere....
Testamento: sinceramente prima di potter lasciare un'eredità devo finire di raccoglierla... per adesso credo di non aver capito gran che.
Del brodo denso che vai farfugliando dovrei distillare le perle per farne tesoro perchè le poche che ho conservato sono le prime colpevoli del mio essere uomo. Ma quella guerra che vai predicando, fatta di pietra, di legno e di cera, la lascio a te, perdonami... ho troppo bisogno di aprire la lampo e di dare alla pancia lo spazio che merita.