Ho sprecato fazzolettini su fazzolettini per asciugare il liquame scuro che esce ogni sera dai miei pori. E' stato inutile. La vittoria della biologia è così scontata che nemmeno i bookmakers la quotano più...
Contro le mie perdite combatto ancora, ma è guerra fredda.
Raccolgo qui ogni liquame e, a coppie di righe, provo a dargli una forma.
Era un sabato pomeriggio quando io ed il pediatra abbiamo condiviso l'insofferenza per un momento ufficiale. Ci presentarono mentre aspettavamo la sposa, con l'ottobrata romana che accarezzava le nostre teste nude. Dall'alto del suo sguardo antico non esitò a spendere parole di lode per mia moglie; solo nelle terre del sud, in cui lui aveva da tempo posato le tende, avrei potuto trovare un sorriso così rotondo, diceva.
Quando la sposa si presentò avvolta nei ghirigori pedantemente casuali della sua acconciatura ci scambiammo di nascosto un'occhiata furtiva. ci eravamo fiutati. capire che entrambi avremmo voluto essere altrove era stato fin troppo facile. Compressi dai vestiti eleganti e dai banchi scomodi di una chiesa romanica né io e né lui avremmo mai potuto dare il meglio.
Ci reincontrammo al buffet, dove mi rimproverò per un piatto troppo pieno. Il sorriso con cui risposi mi aprì una delle migliori mezz'ore della mia vita. Mi parlò di quanti miracoli aveva visto curando i bambini, delle incomprensioni scherzose con sua moglie, dell'orgoglio per i figli, delle sue crisi interiori. Tra le righe lessi una vita vissuta mordendo la difficoltà con il sorriso, proprio come avrei voluto afforntarla io. Dopotutto siamo fatti per vivere, concluse.
Fu tra i fumi dell'alcool che io e il pediatra ci salutammo. Riempito dal cibo e dalla profondità delle sue parole tornai a casa chiedendomi come facesse a portare senza fatica il peso antico del suo sguardo.
il giorno in cui Ceccano sarà Chicago mi ferirò apposta. Sarà piacevole, infatti, un salto all'ospedale dove mi accoglieranno infermiere morbide anzichè la burbera insoddisfazione di questi medici tetri.
Accoglierei il traffico a braccia aperte, venstendomi di lamiera per mimetizzarmi tra le macchine. O, per non pensare, un paio di fermate di metropolitana ... tanto per vivere e demolire quel pizzico di mito del viaggio sopravvissuto al deserto di questi campi depressi fdal ghiaccio e dall'umidità.
Cambierei il cammino lento di questo triste fiume con il sonno profondo che tiene in pugno i laghi.
Quell'odore così aspro di sconfitta, che ogni tanto mi invade le narici, si coprirebbe coi biscotti della nonna e con lo smog. pensieri obliqui di pareggi al novantesimo...
"... question of science
science and progress,
they don't speak as loud as my heart..
.....
...I'm going back to the stars"
non trovo mai un po' di ghiaccio, quando serve.
sarebbe utile a tener ferma la testa, troppo pronta a protendersi avanti quando non deve, troppo superba per accorgersi quando è il caso di lasciar stare.
resta così sempre vittima di sè stessa... dopo un momento in cui quasi afferra la luna ne arriva sempre un altro in cui giace sotto al peso delle sue oscurità.
Cerco di fare in modo che la solitudine non sia un problema. Memo per la giornata: prendere un paio di caffè, comprare un vestito, telefonarti 3 o 4 volte per racimolare a voce qualche schizzo di colore. Non fa niente se il mondo rimarrà lontano, non mi scomporrò per i piccoli fallimenti e per le congenite meschinità. Tuttavia non pensavo di dover trovarmi a gestire questa mole sconfinata di grigiore.
l'eco sorda delle tue rovvine torna ad assalirmi ogni volta che mi volto. E mi fa rabbia che tutto quel sangue sia stato versato per te che non parli...
nutrirsi di inizio e di fine è un peccato fin troppo veniale; il nostro scalpello batte su mille giorni normali, sulle gocce che cadono, sui lampi in lontananza. è per questo che trovo buffe le tue scuse nei giorni bui in cui ci stringiamo morbidi sotto a quest' ombrello...
Santa Romana Chiesa ordina, Paolo esegue.
dato che i colori del vecchio template affaticavano gli occhi a qualcuno dei miei pochi lettori ho provveduto appena possibile a cambiarlo.
dopo gli incontri fugaci con la nudità delle tue debolezze ho sempre le mani gonfie di stupore.
solo tu hai il talento innato di farmi scoprire padre; faccio quindi tesoro prezioso di ognuno di questi momenti per nutrire, più degli altri, l'amore filiale... e basterà un giorno uno sguardo soltanto per darti la forza di rialzarti da terra e farti riprendere il controllo del mondo ben stretto tra le mani.