ebbene... ecco un racconto un po' più lungo. Lo posterò in due o tre parti. è la prima volta che mi allungo così e non nascondo le difficoltà a gestire i ritmi di una prosa più lenta. spero che, tutto sommato, il racconto sia gradito ai pochi aficionados di questo blog.
Quando Baciavo Morrissey
“Stai seduto?”
“No…”
“E allora mettete a sede.”
Giuseppe esordiva sempre così nelle telefonate in cui doveva dirmi qualcosa di assolutamente sorprendente. Almeno dal suo, spesso discutibile, punto di vista.
Quel Mercoledì pomeriggio, quando squillò il telefono, stavo accompagnando la signora Antinucci alla porta dello studio legale per cui lavoravo. La assistevo in una causa contro un vicino di casa per le dimensioni del suo balcone. Oltre che come consulente legale, tuttavia, mi sfruttava come psicologo, consigliere e padre confessore. La ricompensa, oltre alla parcella che naturalmente veniva versata allo studio, era il privilegio di assaggiare in anteprima tutti i suoi dolci. Portava qualcosa ad ogni appuntamento e questo rendeva un po’ più piacevoli gli interminabili minuti passati con lei.
Congedata con un cenno del capo la signora Antinucci tornai nel mio ufficio e chiusi la porta per ascoltare in privato le ultime malefatte di Giuseppe.
“ Che hai combinato?”
“ Aho.. indovina dove sto?”
“ Spara…”
“ Sto a Londra.”
“ Caspita che novità… oramai conoscerai ogni mattonella. Quando passi sotto a Buckingham Palace la regina ti saluta con la mano.”
“ Ma mica vado a Buckingham Palace. Vabbè, dai.. non ti ho chiamato per questo”
“ Sentiamo allora….”
“ Mezz’oretta fa stavo facendo due passi a Camden e mi sono rifugiato in una libreria perché aveva cominciato a piovere. Ho cominciato a rovistare tra gli scaffali e, nella sezione musicale, ho trovato una chicca… una biografia fotografica di Morrissey!”
“ Figata… l’hai comprata?”
“ Aspetta… insomma indovina che foto ho trovato spulciando tra le pagine?”
“ Boh.. che ne so… quella dal video di This Charming Man con i gladioli nelle tasche dei Jeans?”
“ Ma che dici! Quella è strafamosa! No, no.. prova ad andare indietro nel tempo… 1988 … primo concerto di Morrissey da solista in quel pub australiano…”
“ Certo che mi ricordo.. Noi eravamo lì!”
“ E tu eri ubriaco.. e riuscisti ad evadere la sorveglianza”
“ E cavolo sono salito sul palco!!”
“ E prima che ti tirassero giù di peso Morrissey ti ha baciato sulla guancia…”
“….”
“ Ebbene Pietro, la tua foto è finita in una biografia di Morrissey.”
“ Non ho parole…”
“ Lo credo bene! Sono IO che ti ho trascinato a quel concerto, IO che ho sempre amato gli Smiths, IO che ti ho registrato tutti gli album. E i feticci toccano a te… che destino balordo!”
“ Vabbè… ma il libro l’hai comprato, vero?”
“ No che non l’ho comprato!”
“ Come!?”
“ La foto è tua e te lo vieni a prendere, se lo vuoi.”
“ Maddai, come faccio con Valentina ed Andrea…”
“ Sempre con questa scusa che tieni famiglia… ti dovrai scrostare da Roma prima o poi…”
“ Dai non mi mettere alla prova..”
“ Certo che ti ci metto. Se vuoi il libro prendi l’aereo e te lo vieni a comprare. Io non te lo prendo… anche perché costa 40 pound.”
“ Sei il solito pulciaro.”
“ Eddai vieni a trovarmi così passiamo un po’ di tempo insieme… e poi a Londra, come ai vecchi tempi!!”
“ Vabbè vediamo se riesco ad organizzarmi. Adesso scappo che devo andare in tribunale.”
“Ciao. Mi raccomando”.
Affrontai il solito viaggio in motorino da Via Crescenzio al tribunale di Piazzale Clodio con la testa parecchio affollata. Pensavo a Giuseppe, a come le nostre vite segnate da scelte così profondamente diverse, fossero rimaste così intimamente legate. Dopo cinque anni di liceo da compagni di banco io decisi di non deludere le ambizioni di mio padre e scelsi di studiare Giurisprudenza. Lui, che ha sempre avuto la testa più calda della mia, prese Lettere. Io sposai Valentina subito dopo essermi laureato. Lui, che si gode la vita da single alla soglia dei 40, fa il professore alle superiori e passa a Londra, ospite di amici, almeno un mese tutti gli anni.
Ma oltre la distanza abissale tra le vite che abbiamo scelto di vivere è confortante sapere che, nonostante tutto, basta alzare la cornetta per scoprire che Giuseppe c’è e che il suo affetto per me, come il mio per lui, non si è affievolito nemmeno per dieci minuti.
Mentre sfrecciavo accanto alle Mura Vaticane ricordavo anche quel viaggio a Londra e quel concerto che hanno cementato così tanto la nostra amicizia. Pensavo che infondo sarei tornato volentieri e che sarebbe stato il primo viaggio all’estero dopo parecchi anni, ma pensavo anche che mi dispiaceva lasciare Valentina da sola a Roma con Andrea. Diventare padre ha accresciuto e giustificato quel naturale senso di responsabilità che mi porto dietro da quando ho più o meno quattro anni.
Mentre parcheggiavo il motorino a Piazzale Clodio decisi che sarei partito.
Valentina avrebbe capito… dopotutto chi, se non lei…
E fu così.
Mi è capitato di riflettere, nelle ultime ore, come alcuni album sembrano composti per essere ascoltati esclusivamente dopo il tramonto.
Ci pensavo proprio ieri mentre sfrecciavo sulla Frosinone-Sora tra le dieci e le undici ascoltando Turn on the Bright Lights degli Interpol.
Se avessi avuto una divisa meccanizzata bianca e nera mi sarei senz'altro arruolato con Dart Fener.
