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un quasi trentenne che si arrabbatta dietro al suo tempo giocando, per vivere, con la chimica sintetica

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Testo scorrevole
Nonostante il vento Nonostante i passi Delle notti uguali che riporteranno brividi Lungo schiene ed occhi Dilatati un poco Affaticati ancora più di prima O forse come adesso, nonostante parli spesso ad alta voce e nessuno crede a ciò che dici a quel che immagini nonostante tutto io ti ascolterò quando non parli quando non mi guardi io ti vedrò lo stesso. Ti aspetterò, ti chiamerò cuore deciso Nella mente, nelle pieghe del viso Sarai da curare ancora un poco Aggiustami le spalle Che hai piegato Ritirati pure dal fianco se hai tradito Io t’amerò lo stesso.
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la comunicazione è una buffonata
mercoledì, 24 settembre 2008
Raccogliere i frutti

Un altro mio racconto è stato pubblicato sul blog della scrittrice Barbara Garlaschelli, per la sua iniziativa "Belle Storie". Dato che il livello degli altri racconti è molto alto, questa pubblicazione è un bell'incentivo per continuare a scrivere. Ogni tanto è piacevole raccogliere i frutti.

Ecco il link: http://barbara-garlaschelli.splinder.com/post/18498695/belle+storie+%287%29+e+una+news

Scritto da: cagomega3 alle ore 13:11 | link | commenti (1) | categoria:
giovedì, 18 settembre 2008
E rimetti a noi i nostri debiti
Per evitare di concentrarsi troppo sulla sua situazione, Matteo camminava tra le strade di Centocelle il più velocemente possibile. Piazza delle Camelie, via dei Glicini, piazza dei Gerani. Devono essersi fatti parecchie risate, quelli del catasto, mentre assegnavano i nomi dei fiori alle vie di un quartiere concepito in modo così sciatto.
 
Proprio all’angolo tra via dei Castani e piazza dei Gerani, davanti al chiosco di giornali, c’è la pizzeria di Zio Michele. Specialmente da quando suo padre era scappato di casa con una ventenne, Zio Michele era l’unica persona su cui Matteo poteva veramente contare nei momenti di difficoltà. Il suo pragmatismo e la buona riuscita dei suoi affari con la pizzeria, poi, lo rendevano la persona più adatta a cui chiedere aiuto ora che aveva un fottuto bisogno di soldi.
 
Varcata la porta Matteo aveva ancora il fiatone. Guardò i tavoli e provò un certo conforto accorgendosi che la disposizione non era cambiata  rispetto all’ultima volta che aveva mangiato lì. Il grigiore dei clienti era mascherato dalle tovaglie arancioni, dalle risate fragorose di suo zio e dal sedere della cameriera slava, strizzato in un paio di pantaloni bianchi attillati. Ad animare la serata, poi, c’era un sosia di Renato Zero. Era piuttosto somigliante all’originale e cantava “Mi vendo” ancheggiando tra i tavoli. Lo accompagnava un tastierista tecnicamente discreto, ma penalizzato dalla mediocrità dell’amplificazione.
 
Matteo sedette ad un tavolo all’angolo, accanto ad una coppia che aveva finito di mangiare da un po’. La donna aveva i capelli tinti rosso-arancio e ascoltava commossa il finto Renato mentre provvedeva ad una sommaria igiene orale grattandosi le gengive con uno stuzzicadenti.
 
“ Oh Mattè! che onore!... mo’ dico ad Ahmed de fa la mejo pizza capricciosa della serata… Sentito che bravo questo? Sembra proprio de ascortà i dischi der grande Renato!”
Accortosi da lontano della presenza del nipote, Zio Michele si era precipitato a salutarlo sgusciando velocemente tra i tavoli.
“Zio, Grazie… più tardi vorrei parlarti… ”
“Che c’è, bello de zio?”
“Meglio se ne parliamo dopo, quando il locale si è un po’ svuotato. E’ una questione un po’ delicata.”
 
Matteo passò la mezz’ora successiva godendosi il concerto e la sua pizza capricciosa. Quella sera Ahmed, il ragazzo egiziano che faceva le pizze, si era superato davvero. Zio Michele si avvicinò sudato quando gli ultimi clienti stavano pagando il conto, la cameriera stava sparecchiando e Ahmed metteva in ordine dietro al forno a legna.
 
“ E insomma, Mattè… dimme un po’... che succede?”
“ Zio sono nei guai… solo tu mi puoi aiutare.. io non volevo… ma sai… insomma… mi servono tremila euro.”
“ Che? Quanto?”
“ Tremila euro, zio. Non volevo chiederteli, ma se non glieli ridò quelli mi tagliano un dito. O magari se scoprono che sono fidanzato fanno qualcosa a Manuela. Qualcosa di brutto, sai com’è certa gente…”
“A Mattè sei come tuo padre… sei popo ‘no stronzo…”
“ Hai ragione zio. Sono uno stronzo. Ma giuro che te li ridò!”
“ E te credo che me li ridai. Che te penzi che me diverto a tirà avanti sta baracca? Lo sai quanto s’è preso Renato stasera? E poi a Ahmed e a Mirna je pago i contributi. Non è uno scherzo qua! Io secondo te passo tutti i sabati e le domeniche a fa la pizza a ‘sti borgatari e te do li sordi a te che vai in giro a fa i buffi?”
“ Vabbè zio se non si può fare lascia perdere… cerco di cavarmela in un altro modo.”
“ Ma che cazzo te ‘nventi che non sai manco svità un bullone! E’ più facile che mori de fame, prima che questi te trovano e t’accoppano… famo così… Io te li do, i sordi. Ma… primo, me li ridai perché non so bruscolini… secondo, me dici pe’ filo e pe’ segno che hai combinato… ”
“ Degli amici dell’università mi hanno portato in una sala da gioco qui a Centocelle. Un tizio che chiamavano il Grifone ci ha chiesto di giocare a poker e noi abbiamo accettato. Mi ha spennato, zio. Ho cominciato ad andare sotto praticamente da subito…  all’ultima mano avevo un colore servito e ho rivisto tutti i suoi rilanci… pensavo bluffasse e alla fine mi ha mostrato una scala reale. Solo nell’ultima mano ho perso mille e cinquecento euro. E ora li rivuole subito, i soldi. Ogni pomeriggio un suo amico ciccione mi aspetta sotto casa per spezzarmi le ossa.”
“ Te sei tutto scemo. Guarda che il Grifone lo conosco bene... a quello je puzza er fiato veramente. Certa gente, se la incontri, devi cambià strada e soprattutto devi evità de giocacce a poker come la peste… “
“ Ti giuro che non capiterà più e che ti ridarò i soldi. Però zio per favore non dirlo a mamma…”
“ Tranquillo. Non vojo da’ a mi’ sorella er dolore de sape’ che c’ha ‘n fijo cojone…”
 
Zio Michele si alzò e andò a rovistare nella cassa. Tirò fuori un mazzetto di banconote da cento euro e lo diede al nipote. Matteo le contò, erano trenta. Nascose i soldi e ringraziò lo zio abbracciandolo. Si rincamminò nelle strade di Centocelle fino a dove aveva parcheggiato la sua seicento. Quando mise in moto la macchina, alla radio stavano passando “Un uomo da bruciare”. Gli venne in mente che era la canzone preferita di suo zio. Dopo pensò che era strano che in una pizzeria di periferia il proprietario avesse tutti quei contanti a disposizione nella cassa. Poi non ci rimuginò più e schizzò a prendere la tangenziale, Manuela lo stava aspettando.
 
Quando Zio Michele stava chiudendo il locale assieme ad Ahmed, Mirna se n’era andata già da un po’. Mentre riordinava i tavoli e pensava al nipote, gli veniva da sorridere ripensando alla sua situazione. Certo non era affatto contento che il figlio per cui sua sorella avrebbe dato la vita perdesse il suo tempo facendo debiti nelle bische di Roma. D’altra parte immaginava la faccia che Matteo avrebbe fatto se avesse saputo che era proprio suo zio Michele a controllare tutte le bische di Centocelle. Già… perché senza il suo consenso non si muoveva un euro dalle casse di quelle sale da gioco. Delegava a qualche persona di fiducia la gestione, ma quando non era impegnato con la pizzeria regolava personalmente le contabilità e si assicurava che non ci girasse troppa droga per non attirare più di tanto l’attenzione della polizia.
Aveva anche un piccolo schedario in cui archiviava nome, cognome, nomignolo, foto, abitudini e, soprattutto, debiti, di tutti i frequentatori abituali.
 
In quello schedario, alla lettera G, si trovava anche Mario Griffi, per gli amici il Grifone.
 
Mentre chiudevano la serranda della pizzeria con una certa stanchezza, Zio Michele chiese ad Ahmed di fare una visitina al Grifone domani. Era passato troppo tempo da quando gli aveva prestato quei diecimila euro ed era proprio ora che glieli ridesse. Era il momento di fare qualche lavoretto in pizzeria… prendere un forno a legna nuovo, rifare i bagni o dare una rinfrescata alle pareti.
 
“ E se fa finta di non sentire?” chiese Ahmed mentre si accendeva una sigaretta guardando la strada.
 
“ Beh… dije che sarebbe ‘n peccato, pe’ lui che è abituato a fa’ er signore co’ quer macchinone, rifa’ l’abitudine a anda’ appiedi in giro pe‘ Roma…”
Scritto da: cagomega3 alle ore 22:31 | link | commenti (1) | categoria: racconti
mercoledì, 17 settembre 2008
L'errore di Platini

"Ogni tramuta è una caduta. Cambiare casa porta sfortuna, ma oggi, con la difficoltà che c'è di trovare una casa libera, una tramuta è un vero e proprio colpo di fortuna. Platini era solo nel prato vicino al consorzio agrario. Era moderatamente soddisfatto della sua giornata, aspettava che lo riportassero al suo trogolo, aveva anche sete. Ma sentì un rumore, vicino a lui, andò ad ispezionare, rovistò fra le pietre, era sicuramente una biscia. Non era una biscia, era una vipera, ma Platini se la mangiò lo stesso, non aveva gusti troppo difficili. Anzi, quel rettile era preferibile alle solite biscie, che ti si muovono nello stomaco dopo averle inghiottite. Platini di vipere ne aveva viste poche in vita sua, pensò che dove ce n'è una di solito ce ne sono anche altre, e si mise a cercarle. Ma dalla collina stavano arrivando i soliti ragazzini che venivano a rompere le scatole, e che si divertivano ad inseguirlo e a farlo girare in tondo. Platini era un bel verro di quasi duecentocinquanta chili e il suo padrone lo aveva chiamato così non si sa se per odio o per amore nei confornti del calciatore transalpino. La vipera aveva appena cambiato tana. Confermò così il proverbio, lasciando soli quattro viperotti affamati e inveleniti."

Libro che graffia. Nonostante lo stile un po' ostico con uso e abuso delle virgole mi sento di consigliarlo. Ah... il calcio c'entra relativamente poco anche se, quando l'ho comprato, pensavo il contrario.

Scritto da: cagomega3 alle ore 21:25 | link | commenti | categoria: libri, parole di altri
mercoledì, 10 settembre 2008
Metti una sera a Giuliano di Roma...-"Oimarì"

Giuliano di Roma è un ridente paese apollaiato sui Monti Lepini. Si dà il caso che qualche giorno fa sia passato da quelle parti per godere della proiezione di alcuni cortometraggi nella piazza centrale del paese.

Tra i tanti mi ha positivamente colpito questo "Oimarì", vincitore qualche anno fa di un premio per il miglior montaggio ad un festival qui in zona. Premio senz'altro meritato!

Scritto da: cagomega3 alle ore 19:27 | link | commenti (2) | categoria: cinema, ciociaria
sabato, 06 settembre 2008
sarà un giorno perfetto, ma il film...

Ieri sera mentre uscivo dalla sala M.Mastroianni del cinema Nestor di Frosinone avevo una voglia matta di divorare il libro di una certa Melania Mazzucco. Il titolo? "un giorno perfetto", s'intende.

Tuttavia il film che avevo appena visto nella sala suddetta non mi era piaciuto quasi per niente.  la voglia di leggere il libro, infatti,  è figlia del desiderio di scoprire se la gestione dei tempi su carta  stampata è fallimentare  come su celuloide. Non riesco ad apprezzare un film corale che dedica ad una sola delle tante storie il 60-70% del plot. Sarà un mio limite, ma è più forte di me.

Ci sarebbero tanti eppure per mitigare questa stroncatura. Eppure Mastandrea, eppure alcune inqudarature da film noir, eppure Nicole Grimaudo, eppure i richiami a Visconti.... ma restano degli eppure.

Ozpetek, per quanto mi riguarda, rimedia l'ennesima bocciatura. 

Scritto da: cagomega3 alle ore 10:32 | link | commenti (5) | categoria: cinema
domenica, 24 agosto 2008
Prima o poi tocca sempre tornare

Anche le vacanze di quest'anno volgono al termine e mi accingo a riprendere la guerra di logoramento contro Charlie, il nemico senza faccia appollaiato sui Monti Lepini. La noizia buona è che un mio racconto verrà pubblicato in una raccolta dall'editore Montag di Tolentino. (in particolare questo: http://cagomega3.splinder.com/post/16170839/Come+se+fosse+importante)

Riporto la Top 5 del mio viaggio a Parigi:

1) Lo spettacolo di marionette nel teatro Guignol al jardins de luxembourg.

2) L'architettura particolare dell'Istituto di cultura Islamica.

3) Il bar-terrazza dell'Istituto suddetto dove una bottiglia da 500 mL di acqua minerale costa 6 euro ( ho quasi inneggiato allo stato d'israele ... "se lo vuoi con forza non è un sogno!")

4) "Ma ora che mi portate da questa madonna di Louvre mi spiegate bene che miracoli ha fatto?" (sic!)(Oramus)

5) a Versailles (postaccio) "Ammazza 'sti stronzi quanti sordi c'avevano... te credo che l'hanno 'mpiccati tutti" (Gaudeamus)

Scritto da: cagomega3 alle ore 10:25 | link | commenti (3) | categoria: stupidario, ciociaria
domenica, 03 agosto 2008
Owairan

in riferimento al racconto di un paio di giorni fa posto il filmato del fantastico gol di owairan contro il Belgio.

 

Scritto da: cagomega3 alle ore 09:46 | link | commenti (2) | categoria: calcio
venerdì, 01 agosto 2008
anime sante

Io ed il Prof ci rechiamo a mensa alle 13 ed incontriamo un gruppo di persone a lui particolarmente indigeste.

Prof: "Je pija 'n corpo a 'sti zozzoni luridi"

Io: "Eddai Prof che t'ha fatto la roscia? è un'anima candida"

Prof: "No c'hai ragione... in paradiso quella c'arriva vestita..."

Gaudeamus. 

Scritto da: cagomega3 alle ore 07:16 | link | commenti (3) | categoria: stupidario, ciociaria
mercoledì, 30 luglio 2008
La jihad delle forme sferiche
Il più bel gol realizzato nella coppa del mondo di calcio disputata negli Stati Uniti nel 1994 lo realizzò Saeed Al-Owairan, numero 10 dell’Arabia Saudita. Nella partita contro il Belgio prese il pallone nella sua metà campo, iniziò uno slalom inarrestabile fino all’area avversaria e trafisse il portiere con un tiro in spaccata. Il gol, simile a quello con cui Diego Armando Maradona stese l’Inghilterra otto anni prima, garantì alla nazionale in maglia verde la storica qualificazione agli ottavi di finale della coppa del mondo.
 
La storia di Owairan inizia qui.
 
Perché quando tornò in patria la sua popolarità aveva superato di gran lunga quella del re ed era paragonabile a quella del Profeta. La gente impazziva anche solo sentendo il suo nome e tutti i bambini che giocavano in strada a Ryhad avevano la maglia numero 10 della nazionale, la sua. Non c’era da stupirsi; dopotutto Owairan aveva dimostrato al mondo che anche un arabo, un mussulmano poteva incantare il mondo con un pallone tra i piedi. Aveva vinto la prima battaglia della jihad delle forme sferiche. E si sa che i condottieri di ogni jihad hanno guadagnato un posto in paradiso accanto al Profeta.
 
Ma due gendarmi della guardia nazionale misero fine al paradiso di Owairan una sera di Febbraio del 1996, quando lo arrestarono in un night clandestino della capitale. Era in compagnia di due prostitute e beveva whiskey in pieno Ramadan. Probabilmente si era concesso una dose di quel paradiso che si era guadagnato ad USA ’94. Tuttavia l’arresto lo tenne lontano dai campi di calcio, e quindi dalla nazionale, per più di un anno, con il rischio di dover saltare la nuova battaglia, la coppa del mondo di Francia ’98.
 
Ma nel 1997 il principe Khaled, figlio del re saudita, compiva 18 anni. Khaled viveva di calcio e aveva vissuto insieme al suo popolo l’onda di emozione generata dal gol di Owairan al Belgio nel 1994. Per il suo compleanno Khaled chiese a suo padre, il re, di liberare il numero 10 della nazionale per permettergli di disputare la nuova coppa del mondo. Il re concesse la grazia perché suo figlio potesse vedere il suo idolo in maglia verde incantare il mondo col pallone tra i piedi ancora una volta .
 
La spedizione Saudita a Francia ’98 non fu un successo, tuttavia. La qualificazione agli ottavi non arrivò e l’Arabia incassò un secco 4-0 dalla nazionale francese, futura campione del mondo. Owairan non segnò nemmeno un gol, ma una recente classifica stilata da France Football ha annoverato il suo gol tra i 10 più belli realizzati nella storia dei mondiali di calcio.
Scritto da: cagomega3 alle ore 07:15 | link | commenti (2) | categoria: racconti, calcio
domenica, 27 luglio 2008
The dark knght.vs. Il Corvo

Il fatto che le fortune di un film gettino le fondamenta sulle sfortune personali degli attori che vi recitano puzza un po' di sciacallaggio. Ma il botteghino è padrone e dopotutto si sa... pecunia non olet.

Ed ecco che due film a distanza di 15 anni, entrambi programmaticamente "maudit" , entrambi tratti da fumetti, sono destinati a entrare nel pantheon dei film cult anche e soprattutto per la morte misteriosa dei rispettivi mattatori...da una parte "Il Corvo" dall'altra "The Dark Knight".

Nel confronto non c'è storia, vince il pipistrello.

"The dark knight" è quasi perfetto. Regia, attori, fotografia, sceneggiatura... tutto fantastico. Peccato per gli  indugi nelle scene d'azione che fanno perdere al film il ritmo giusto.

Prima di entrare in sala pensavo che avrei rimpianto il burtoniano Jack Nicholson... mi sbagliavo. A tratti Heath Ledger sembra persino superarlo, ma forse molti meriti sono della sceneggiatura.

 

Scritto da: cagomega3 alle ore 11:41 | link | commenti (2) | categoria: cinema