il giorno in cui Ceccano sarà Chicago mi ferirò apposta. Sarà piacevole, infatti, un salto all'ospedale dove mi accoglieranno infermiere morbide anzichè la burbera insoddisfazione di questi medici tetri.
Accoglierei il traffico a braccia aperte, venstendomi di lamiera per mimetizzarmi tra le macchine. O, per non pensare, un paio di fermate di metropolitana ... tanto per vivere e demolire quel pizzico di mito del viaggio sopravvissuto al deserto di questi campi depressi fdal ghiaccio e dall'umidità.
Cambierei il cammino lento di questo triste fiume con il sonno profondo che tiene in pugno i laghi.
Quell'odore così aspro di sconfitta, che ogni tanto mi invade le narici, si coprirebbe coi biscotti della nonna e con lo smog. pensieri obliqui di pareggi al novantesimo...
