Scontato che il primo post da scrivere qui in Brasile trattasse di forme sferiche.
Sarà che proprio ieri mentre passavo in macchina per le zone povere di Salvador ho visto 20 ragazzini giocare a pallone sotto la pioggia su un campo di terra senza scarpe. E ne ho visti altrettanti aspettare fradici a bordo campo il loro turno per giocare. Sarà che proprio ieri ho sentito i brasiliani urlare "que golazo" dopo un sinistro di controbalzo finito sotto al sette.
Sarà che in questi giorni si giocano le semifinali di Coppa Libertadores (la champions sudamericana, per i profani) e che l'unica squadra Brasiliana rimasta in gara è il Fluminense di Rio de Janeiro, il Flu. E´la suadra più in forma del momento e con il suo gioco spettacolare ha costretto a un 2-2 casalingo i campioni uscenti del Boca Juniors in cui militano stelle del calibo di Juan Roman Riquelme e Martin "el loco" Palermo.
Sarà che sulla panchina del sorprendente Flu siede una vecchia conoscenza del calcio italiano e capitolino in particolare. Un (oramai ex) calciatore tanto adorato in patria quanto deriso nella capitale, dove nella stagione 1987-1988 ha avuto i momenti migliori nelle discoteche e nei night piuttosto che sul rettangolo verde. Chi condivide la mia fede calcistica non potrà aver dimenticato le gesta di Renato Gaucho, al secolo Rento Portaluppi.



E mi sa proprio he un pezzo del mio cuore giallorosso batterà per il Flu, mercoledì prossimo per il ritorno.
No hay razones ni para golpearse el pecho ni para aullar. El Roma demostró ser mejor equipo que el Real Madrid y lo eliminó merecidamente. Que pase. El asunto es sangrante o debería. Más allá del juego y del sistema, en el recuento de jugadores vimos que el Roma los tenía mejores. Esa comprobación nos confirma que vivimos hinchados, de optimismo y vanidad.

Caro Cristian C.,
è ormai qualche mese che a Roma sognamo di vederti con un altra maglia addosso. Ora che ci lasci davvero un po' di amaro in bocca mi resta...
sei una perla rara. sono pochi i difensori con personalità e piedi buoni. nel cuore mi rimarrà quella punizione sotto al sette a Torino con la Juve e quella torsione di testa che ci ha regalato tre punti con il Lecce. E poi anticipi, lanci, l'intesa perfetta con Philippe, il gioco a testa alta... insomma roba forte, per palati fini. Va anche detto che nei momenti decisivi hai latitato... è storia recente quella dello scivolone davanti a Villa alla Mestalla e il liscio che ha dato via libera al goal di Alan Smith all'Old Trafford. L'annus horribilis lo hai quasi saltato perchè d'estate hai fatto il matto giocando a beach volely... ma la follia la tua gente ce l'ha nel DNA. Forse con te sarebbe stato diverso, ma con i se non si scrivono gli almanacchi.
E adesso ci lasci.. vai nella squadra della Milano da bere, costruita per vincere tutto e di più. Il tuo tecnico avrà un bel ciuffo e le movenze Lijinskiane del tuo amico Ibrahimovic scalderanno i tuoi inverni milanesi e qualche inevitabile panchina .
Sono certo che ci rimpiangerai, però. Roma non si trova altrove (lasciatelo dire) e il peso della nostra maglia è ripagato dal calore che noi tifosi scialaquiamo tra un sampietrino e l'altro.
Ciao cristian, ciao.
P.

meglio essere il re a nord di Londra o uno dei tanti a Barcellona?
I miracoli di quel fantastico vettore sociale che si chiama calcio mi hanno portato a vedere in azione il sorano Marcelli. Non so se apprezzare di più il suo calcio sulle punte dal sapore antico o le sue bestemmie contro la divina commedia. Probabilmente queste ultime...
e si avvicna la mia fuga per una settimana da questo dannato teatrino. Non so se è giusto scappaare per assagiare il sapore agrodolce della realtà
alla fine di una giornata piena i pensieri non hanno lo spazio sufficiente per diventare profondi. I ritmi serrati della vita di un quasi trent'enne stringono il cervello come le fascie sui piedini delle bambine cinesi.
Mi piacerebbero gli spazi larghi del calcio sudamericano, ma quanti tackle del Giacomo Tedesco di turno dovrò saltare prima di poter fare un bel passaggio filtrante?
E poi a queste velocità non sono ancora riuscito a capire se ho la classe di Riquelme (difficile) o se sono un centrocampistello capace solo di qualche golletto nelle partite piovose del campionato di clausura (facile).
Certo è che Diego era il più forte con ogni tipo di ritmo.