E così si chiude il cerchio.. la storia finisce dove era iniziata, nella TAP lounge dell'aereoporto di Lisbona. Conscio di aver vissuto in una NON REALTÀ per più di un mese rimpiango di non aver accesso alla pillola rossa. Quella che mi potrebbe far svegliare nel tepore delle mie lenzuola la mattina del 21 maggio... come se questo tempo non fosse mai trascorso.
Ne esco con un\unica certezza... a volte perdere è più facile ...
Cercare di far passare il concetto che partire per lo stato di Bahia (senza avere il privilegio di sapere una data certa di ritorno) non mi fa affatto piacere è un'impresa assai ardua. Spero, con un po' di culo, di poter comunque aggiornare il blog da lì... un bacio a tutti quelli che restano.... sulle note di Damien Rice.
il giorno in cui Ceccano sarà Chicago mi ferirò apposta. Sarà piacevole, infatti, un salto all'ospedale dove mi accoglieranno infermiere morbide anzichè la burbera insoddisfazione di questi medici tetri.
Accoglierei il traffico a braccia aperte, venstendomi di lamiera per mimetizzarmi tra le macchine. O, per non pensare, un paio di fermate di metropolitana ... tanto per vivere e demolire quel pizzico di mito del viaggio sopravvissuto al deserto di questi campi depressi fdal ghiaccio e dall'umidità.
Cambierei il cammino lento di questo triste fiume con il sonno profondo che tiene in pugno i laghi.
Quell'odore così aspro di sconfitta, che ogni tanto mi invade le narici, si coprirebbe coi biscotti della nonna e con lo smog. pensieri obliqui di pareggi al novantesimo...
Ogni mattina il seminatore si sveglia alle 5 attanagliato dalla sua ossessione. Fa colazione, si lava, si veste con lo stesso pensiero a fargli compagnia." saranno abastanza forti i miei semi per dare dei germogli su un terreno così brullo? sarà abbastanza sapiente la mia piccola mano per fare sì che una pianta sbocci lì dove oggi è solo terra rossa? massì... dopotutto è da una vita che sono stato educato a seminare, mi hanno anche detto che sono bravo e che laa mia mano, anche se piccola, è ferma e pronta anche per i terreni più ostici. Anche oggi combatterò..."
Ogni sera il seminatore va a dormire alle 10 sempre più deluso dai suoi insuccessi. Prima di addormentarsi ricostruisce passo per passo la sua giornata nel campo e anche se ancora non ha scoperto quale suo errore abbia impedito ai semi di germogliare oggi si convince ogni giorno che la colpa non sia nè del campo brullo nè dei semi scadenti, ma che la sua mano non sia proprio ferma come qualcuno gli ha detto.
Monday monday,
shamans on my back, shamans on my back
Tuesday tuesday
shamans on my back, shamans on my back
Wensday wensday
shamans on my back, shamans on my back
Thursday Thursday
shamans on my back, shamans on my back
Friday Friday
shamans on my back, shamans on my back
io mi maledico.
maledico i miei vent'anni passati sui libri, consumati dalle angosce per pidocchiosissimi esami.
maledico i libri che non ho letto, i dischi che non ho ascoltato.
maledico i non posso, i domani, l'assenza di Dio e il mondo che non mi ha aspettato.
maledico lo schifo della provincia e i buffoni contro cui combatto ogni giorno.
Tutto avrei pensato fuorchè i miei sacrifici valessero questo. probabilmente valevano di più.
perchè ho lasciato "The Bends" a Roma???
sono rimasto l'ultimo su questa terra a meravigliarsi della sconfitta perpetua dei buoni.
Parafraso Totò e dico
vabbè che ognuno ha l'etica che si merita... ma qui si esagera!