Ti accompagno volentieri in quello che senz'altro è il tuo numero migliore.
E' sufficiente che mi guardi un pochettino e nell'arco di un sorriso fai sparire tutte le mie costole. Se ci fosse un pubblico non capirebbe senza andare in visibilio.
Con il mio mondo che rotola ogni volta sotto allo sguardo attento delle punte dei tuoi piedi, mi sorprendo di non aver mai tentato alcun tipo di resistenza mentre mi diverto a farti da spalla.
Che senso avrebbe, dopotutto, non abbandonarsi alle tue profondità...
Un giorno, forse, ti chiederò scusa se in questa bolla di sapone che ci siamo cuciti attorno con mani sapeinti mancano un po' di zucchero e un po' di parole. Ma nell'intimità, di cui questa bolla trabocca, non riesco a nascondere ancora un po' di stupore quando ti guardo. Quello stupore che sa di cannella, che ti spiazza e ti riempie. Lo stesso stupore che mi lascia spesso senza le parole e lo zucchero che forse servirebbero....
I miracoli di quel fantastico vettore sociale che si chiama calcio mi hanno portato a vedere in azione il sorano Marcelli. Non so se apprezzare di più il suo calcio sulle punte dal sapore antico o le sue bestemmie contro la divina commedia. Probabilmente queste ultime...
e si avvicna la mia fuga per una settimana da questo dannato teatrino. Non so se è giusto scappaare per assagiare il sapore agrodolce della realtà