Se questo destino, che con uno dei suoi tiri mancini mi ha privato di ogni talento, mi impedirà di vivere di musica, lo befferò a mia volta e trasformerò i miei giorni in un'altalena consapevole di ritmi e melodie.
Userò tempi dispari in maggiore per accompagnare le piogge improvvise che turbano gli umori dell'autunno, esorcizzerò con un allegretto andante il sonno pesante delle coltri d'inverno, con un minore malinconico godrò ancor di più delle carezze morbide delle tue mani di giada.
chi è che insegue, ora?

sfiorare il metro e settanta mi permette un gradevole approccio quotidiano con il mondo. Guardare le cose dal basso mi fa sentire bambino e spero di riuscire a non svestire mai questo velo di stupore che mi copre gli occhi. La curiosità femminea che mi permette di sopravvivere nel mondo della scienza è la stessa con cui mi avvicino alle cose, la stessa con cui guardo la gente, la stessa che mi affama di novità. Grazie a questa curiosità, che la vita non mi ha ancora tolto, posso trovvare un altro motivo per alzarmi dal letto la mattina.
Fino ad oggi pomeriggio quando avevo bisogno di sentirmi diverso dagli altri (migliore se vogliamo) mi aggrappavo al mio passato. O meglio a quell'angolo della mia mente profumato di biscotti e detersivo che mi ricordava che in un tempo ed in unospazio non ben definiti ero stato stimato, considerato e, forse, amato (e parlo di amore adelfico, il più raro e prezioso per un figlio unico).
Beh ... oggi pomeriggio ho rivisto quel passato e l'ho sentito posticcio e distante, come se non mi appartenesse più o come se io non vi fossi appartenuto. non ho riconosciuto quel posto caldo in cui immaginavo di trovarmi quando chiudevo gli occhi intento a scappare dal presente. Ora per scappare mi rimarrà solo l'irreale .... la mia idea di calcio, la mia idea di amore, la mia idea di musica, la mia idea di arte.
O forse non potrò più scappare per sentirmi diverso perchè non sono diverso... puzzo di sudore e di merda come tutto ciò che su questa terra è capace di amare.
Berlino comunque è molto meglio di Londra.... troppa Germania mi ha dato alla testa...
alla fine di una giornata piena i pensieri non hanno lo spazio sufficiente per diventare profondi. I ritmi serrati della vita di un quasi trent'enne stringono il cervello come le fascie sui piedini delle bambine cinesi.
Mi piacerebbero gli spazi larghi del calcio sudamericano, ma quanti tackle del Giacomo Tedesco di turno dovrò saltare prima di poter fare un bel passaggio filtrante?
E poi a queste velocità non sono ancora riuscito a capire se ho la classe di Riquelme (difficile) o se sono un centrocampistello capace solo di qualche golletto nelle partite piovose del campionato di clausura (facile).
Certo è che Diego era il più forte con ogni tipo di ritmo.